strano. Più diretto. Meno formale. Un giovedì mi chiamò per chiedermi se conoscessi un buon commercialista per un’attività secondaria che lui e Leah stavano cercando di avviare.
«Sì», dissi. «Ma prima di inviarti il nome, mi chiedi una referenza o devo occuparmi io della configurazione?»
Ci fu silenzio, poi una risata.
«Una segnalazione», disse.
“Bene. Allora sì.”
Quel piccolo scambio mi ha dato più speranza di quanto avrebbe potuto fare qualsiasi discorso.
I confini non sempre sono percepiti come accoglienti.
A volte rendono possibile l’onestà laddove prima regnava la convenienza.